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 Il check up e gli esami di routine, permettono al medico e al paziente di esaminare ciclicamente la situazione clinica e discuterne.  Anche se un check up non può molto per la prevenzione di eventi acuti come ad esempio un infarto, o di alcune forme tumorali, può essere invece molto utile sul fronte della strategia da adottare con un paziente per aumentarne il senso di responsabilità individuale.  In pratica il check up è visto dal medico come un momento “per fare il punto della situazione”

 TEST DA EFFETTUARE PERIODICAMENTE

Alcuni test possono consentire una prevenzione mirata o permettere una diagnosi precoce, migliorando il trattamento della lesione e diminuendone la mortalità.  Molto sinteticamente alcuni test specifici che anche chi non accusa disturbi e si sente bene, ma fa parte di categorie a rischio o particolari, dovrebbe fare con regolarità.

 IL SEDENTARIO

Il pericolo è il metabolismo eccessivamente rallentato e la facilità ad assumere peso.  Conviene studiare accuratamente il profilo di rischio cardiovascolare: colesterolo HDL, LDL, trigliceridi e glicemia non possono mancare.  Può essere utile anche una misurazione dell’azoto nel sangue (azotemia) e on possono mancre le misurazioni della creatinina (indice di funzionamento dei reni) e degli elettroliti, cioè sodio e potassio.

 IL SOGGETTO IN ECCESSO DI  PESO

La sindrome metabolica, quelle alterazioni che portano alla resistenza dell’insulina e favoriscono l’insorgenza del diabete e a un maggior rischio cardiovascolare.  Oltre alla misurazione del girovita, fatta dal medico, tra gli esami del sangue conviene controllare la glicemia e l’emoglobina glicosilata, nel caso la glicemia sia elevata.  Attenzione ai parametri di rischio cardiovascolare: elevati valori di colesterolo LDL e/o trigliceridi, bassi valori di HDL. Una speciale attenzione va prestata alla pressione arteriosa.

 LO SPORTIVO

Dovrebbe sottoporsi regolarmente a esami per la valutazione dell’idonietà allo sport, con lo specialista in medicina dello sport. Fondamentalmente è l’elettrocardiogramma da sforzo, cui aggiungere una misurazione delle 24 ore della pressione arteriosa per valutare la risposta cardiovascolare alla fatica. Da non dimenticare gli esami del sangue per il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, oltre alla valutazione dell’emocromo con particolare attenzione all’emoglobina nei globuli rossi che potrebbe indicare un’anemia.

 LO “STRESSATO”

E’ importante capire la reazione dell’organismo alla tensione. Nei centri specializzati si effettua la cosidetta valutazione neurovegetativa con diversi esami mirati, tra cui un elettrocardiogramma da sforzo e la misurazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco per 24 ore, al fine di capire la variabilità della frequenza cardiaca. Soprattutto nelle fasce d’età più avanzate, possono essere consigliati l’elettrocardiogramma e la valutazione delle pareti delle caroti, arterie che portano il sangue al cervello. Esami utili anche per chi è in sovrappeso.

 IL FUMATORE

Il fumo è un fattore  di rischio per i vasi sanguigni: è importante il controllo dei valori dei lipidi nel sangue e della pressione arteriosa. In questo caso, però, vanno tenute sotto controllo soprattutto le vie respiratorie. Per identificare un eventuale tumore in fase iniziale non serve la classica radiografia del torace, ma piuttosto la Tomografia Computerizzata (T.A.C). Molto utili anche: la spirometria, che consente di valutare indirettamente il passaggio dell’aria attraverso i bronchi, e la misurazione delle percentuali di ossido di carbonio presente nell’aria respirata. 

 GLICEMIA

 Il test della glicemia, eventualmente associato alla ricerca del glucosio nelle urine (glicosuria) è consigliato alle persone in sovrappeso e a quanti presentano familiari per diabete e malattie cardiovascolari. In ogni caso la glicemia andrebbe ripetuta annualmente dopo i 45 anni.

 PRESSIONE ARTERIOSA

Per tutti e almeno ogni anno. Il controllo regolare consente d’individuare un’eventuale ipertensione e di curarla, riducendo il rischio di malattie cardiache e renali.

 COLESTEROLEMIA

Consigliata a chi soffre di malattie cardiovascolari o altri fattori di rischio come ipertensione e diabete. In caso di elevati livelli nel sangue l’esame va ripetuto in base alle indicazioni del medico.

 ELETTROCARDIOGRAMMA DA SFORZO

Sotto sforzo il cuore viene messo alla prova e quindi più facilmente si possono rilevare disturbi elettrici e patologie. Tuttavia per chi non ha disturbi questo test non è considerato utile. Consigliato, invece, ai diabetici.

 SPIROMETRIA (polmoni)

Non è efficace nella prevenzione del tumore, ma può indicare eventuali alterazioni nei bronchi, segnalando così uno stato di asma o bronchite latente. Indicato per chi soffre di allergie, per fumatori e per chi si ammala spesso d’infezioni respiratorie.

 PAP TEST

Riduce la mortalità della donna per tumore al collo dell’utero e va eseguito regolarmente. Le cadenze vanno accentuate durante l’età fertile, spesso se hanno numerosi partner perché il rischio tumorale è collegato alle infezioni virali trasmesse per via sessuale. 

MAMMOGRAFIA

L’esecuzione regolare consente di ridurre la mortalità per tumore alla mammella. Il test andrebbe effettuato una volta prima dei 40 – 45 anni, poi a scadenze regolari in base al profilo di rischio definito dal medico e alle lesioni eventuali.

 COLONSCOPIA

Di rigore dopo i 50 anni, per chi ha familiarità con il tumore del colon. Se l’ultima parte dell’intestino risulta priva di polipi (le lesioni da cui nascono la maggioranza dei cancri) si può ripetere dopo una quindicina di anni, perché questo tumore si sviluppa molto lentamente. I polipi possono essere spesso rimossi con la stessa colonscopia.

 PSA (prostata)

E’ utile, ma poco specifico e i risultati possono essere alterati. La sua utilità viene discussa soprattutto in relazione alla probabilità di evoluzione del tumore (anche quando è presente, soltanto in un malato su otto è causa di morte) e alle conseguenze della terapia chirurgica, che può portare a impotenza e più raramente, a incontinenza urinaria.

 

 

 






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