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Come misurare le performance in sanità

di sanidoc il 12 settembre 2018

Il tema del convegno che si è tenuto nei giorni scorsi all’Università degli studi di Bergamo, con protagonisti del sistema sanitario locale e nomi internazionali della medicina e dell’economia sanitaria, è stato il difficile rapporto tra il contenimento dei costi della sanità e la necessità di mantenere la qualità delle cure, in modo da non penalizzare, anzi migliorare se possibile lo stato di salute della popolazione. In particolare qual è l’effetto di questi fattori sulla qualità delle cure? Come è possibile che la competizione tra ospedali porti sia ad un miglioramento della qualità sia ad un contenimento dei costi? Per capirlo diventa determinante innanzitutto poter misurare le performance delle diverse istituzioni sanitarie; in seconda battuta il convegno ha dimostrato che senza diffondere tra la popolazione una adeguata informazione sulla classifica degli ospedali migliori e peggiori, basata su indicatori precisi di performance, non si può pensare ad una concorrenza tra ospedali, in un contesto come quello italiano di prezzi amministrati.

La distanza dall’ospedale più vicino sarà infatti il fattore preponderante nella scelta di dove farsi ricoverare. Ad esempio, Mara Azzi (direttrice di ATS – Bergamo) ha sottolineato come attraverso il monitoraggio della delle prestazioni è stato possibile individuare una criticità nelle patologie psichiatriche per i ricoveri ripetuti tra gli 8 e i 30 giorni successivi alle dimissioni. E in virtù di queste evidenze è stato possibile attivare dei progetti ad hoc potenziando ad esempio i servizi territoriali. Ma ancora non si vedono effetti nelle scelte da parte dei pazienti.

Anche Carlo Nicora (direttore dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo) ha insistito sull'importanza della valutazione al fine di un cambiamento di strategia all’interno dell’ospedale. Ad esempio il Programma Nazionale Esiti (PNE) nel 2017 ha classificato il Papa Giovanni XXIII al secondo posto in Lombardia per numero di parti con cesareo primario (3.411), ma al quarto per interventi di frattura del collo del femore in pazienti con più di 65 anni, evidenziando la necessità di migliorare la qualità. La risposta dell'ospedale Papa Giovanni è stata rielaborare la procedura delle sale operatorie, dando comunque la priorità alle operazioni urgenti su quelle programmate. La speranza è questi sforzi siano ricompensati dalle scelte dei pazienti, anche se non tutti sono conoscenza dei livelli di qualità delle diverse strutture.

Queste tematiche sono state generalizzate da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha sottolineato come la standardizzazione delle procedure manageriali negli ospedali, come avvenuto nel settore del trasporto aereo dove le procedure hanno portato ad una drastica riduzione degli incidenti, possa portare ad un miglioramento nella qualità delle cure.

Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, ha riposto la questione del confronto tra istituzioni pubbliche e private, suggerendo una integrazione piuttosto che una competizione, soprattutto quando quelle private possono supplire a carenze del settore pubblico.

Ma sia Martin Gaynor (Carnegie Mellon University, US) che Jonathan Skinner (Darmouth College, US), hanno ricordato come sia importante fornire ai pazienti libertà di scelta per poter migliorare la qualità delle cure quando gli ospedali sono in competizione. E come per poter scegliere sia necessario disporre delle informazioni sui diversi livelli di qualità delle cure fornite dai vari ospedali, una condizione che attualmente non è facilmente disponibile in Italia al pubblico.I dati del PNE non sono infatti facilmente leggibili dalla popolazione, e questo spesso impedisce di scegliere premiando gli ospedali migliori.

Luigi Siciliani (York University, UK), ha presentato dati per il sistema inglese in cui agli ospedali è riconosciuto un premio rispetto alla tariffa amministrata se vengono adottate alcune pratiche che segnalano una qualità elevata nelle cure. Ma anche in questo caso è necessario informare i pazienti dei diversi livelli di qualità. È questo dunque il messaggio che giunge dal convegno: misurare le performance non basta. Occorre diffondere tra la popolazione la classifica degli ospedali, in modo tale consentire la scelta migliore, come nel diritto sancito dalla costituzione italiana.

* professore ordinario di Economia Università degli Studi di Bergamo
** professore ordinario di Statistica Università degli Studi di Milano Bicocca
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